Caratteristiche e vantaggi
La scaffalatura portapallet è la struttura più diffusa nei magazzini industriali: una serie di spalle verticali collegate da correnti orizzontali, sulle quali i pallet vengono depositati e prelevati direttamente dal carrello elevatore. È una soluzione selettiva, cioè permette di raggiungere ogni singola unità di carico senza doverne spostare altre.
La struttura nasce da due elementi. Il montante è un profilo in acciaio sagomato e forato ad asole regolari: determina l'altezza dei livelli e assorbe i carichi verticali. Il corrente è una trave scatolata che si aggancia al montante tramite un connettore a più denti e regge il peso dei pallet. La qualità di questo incastro, e la sua tolleranza, è ciò che distingue una scaffalatura affidabile da una che nel tempo lavora male.
Ogni impianto viene dimensionato sui dati reali del magazzino: peso e misure dell'unità di carico, altezza utile sotto trave, portata della soletta, tipo di carrello e raggio di sterzata, larghezza delle corsie. Cambiare uno solo di questi parametri cambia il numero di posti pallet ottenibile: per questo un layout serio nasce da un sopralluogo e non da un catalogo.

Ogni elemento della struttura ha una funzione precisa: conoscerli aiuta a leggere un preventivo e a capire dove non conviene risparmiare.
La stessa struttura può essere organizzata in modi molto diversi. La scelta dipende da quante referenze gestisci e da quanti pallet hai per ciascuna.
Quattro passaggi, sempre gli stessi, dal primo sopralluogo alla consegna della documentazione.
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La domanda con cui inizia quasi ogni sopralluogo è sempre la stessa: quanti pallet ci stanno. La risposta dipende molto meno dal catalogo e molto più da tre numeri che riguardano il magazzino, non la scaffalatura. Il primo è l’altezza utile sotto trave, che stabilisce quanti livelli sono possibili. Il secondo è la portata della soletta, che vincola l’ancoraggio e a volte impone di ridistribuire i carichi. Il terzo è il carrello: il raggio di sterzata determina la larghezza della corsia, e la corsia è la voce che consuma più superficie in assoluto.
A parità di edificio, passare da un carrello frontale a un retrattile può ridurre la corsia da 3,5 a 2,7 metri e restituire due o tre file di scaffalatura in più. È il motivo per cui conviene sempre progettare l’impianto e la movimentazione insieme, invece di comprare prima le scaffalature e poi scoprire che il carrello non gira.
Ogni configurazione si colloca fra due estremi. La portapallet a singola profondità offre selettività totale — ogni pallet è raggiungibile — ma richiede molte corsie. Le soluzioni compatte (drive-in, push-back, basi mobili) sacrificano parte della selettività per guadagnare posti pallet.
La regola pratica è guardare il rapporto fra numero di referenze e pallet per referenza. Molte referenze con pochi pallet ciascuna chiedono selettività: la portapallet classica è la scelta giusta. Poche referenze con molti pallet ciascuna, magari con scadenze o lotti omogenei, giustificano una soluzione compatta. Nella maggior parte dei magazzini reali la risposta è mista: una parte selettiva per il picking e una parte compatta per lo stock.
Le scaffalature industriali sono attrezzature di lavoro a tutti gli effetti. La UNI EN 15512 disciplina la progettazione strutturale, la UNI EN 15620 le tolleranze di montaggio e la UNI EN 15635 l’uso e la manutenzione. In pratica questo significa tre cose: che la struttura deve avere una relazione di calcolo, che deve esporre in modo visibile la targa di portata con la configurazione autorizzata, e che deve essere ispezionata con regolarità.
La UNI EN 15635 chiede un controllo visivo settimanale affidato a una persona formata e un’ispezione tecnica almeno annuale, con classificazione dei danni in tre livelli: verde per il danno trascurabile, ambra per quello da riparare entro tempi definiti, rosso per il danno che impone lo scarico immediato della campata. Sono adempimenti spesso trascurati, e sono i primi che vengono chiesti in caso di verifica o di infortunio.
Ancoraggi non eseguiti o eseguiti con tasselli non idonei alla soletta. Montanti urtati e mai sostituiti, con deformazioni che riducono la portata anche del quaranta per cento. Livelli spostati in altezza senza aggiornare la targa di portata, che a quel punto certifica una configurazione che non esiste più. Pallet fuori misura appoggiati direttamente sui correnti, senza traversini di supporto. Nessuno di questi errori si vede finché non succede qualcosa: per questo l’ispezione periodica ha un ritorno molto più alto del suo costo.
Rescaff opera a Palermo da oltre cinquant’anni e serve tutta la Sicilia con progettazione, fornitura e montaggio diretto. Non siamo un rivenditore che spedisce un pacco: veniamo a misurare il magazzino, proponiamo il layout, montiamo con squadre nostre e restiamo il riferimento per ampliamenti e ispezioni. Per i magazzini dell’area di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta il sopralluogo è gratuito e in genere si programma entro pochi giorni.
Se stai valutando un impianto nuovo, un ampliamento o la sostituzione di strutture ammalorate, il modo più veloce per capire la fattibilità è mandarci due informazioni: la superficie disponibile e il numero di pallet che devi stoccare. Con quelle possiamo già dirti se il progetto sta in piedi e con quale ordine di grandezza di spesa.
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