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Una sola corsia per tutto il blocco

Scaffalature su basi mobili

Le scaffalature scorrono su binari e si aprono solo dove serve. Fino all’80% di posti pallet in più a parità di superficie, mantenendo l’accesso diretto a ogni unità di carico.

Caratteristiche e vantaggi

Fino all’80% di posti pallet in più

Le corsie permanenti spariscono: resta una sola corsia mobile per l’intero blocco.

Selettività totale mantenuta

Ogni pallet resta raggiungibile singolarmente, senza le limitazioni LIFO delle strutture compatte.

Consumi ridotti nel freddo

Meno volume da refrigerare a parità di merce: è l’applicazione in cui il ritorno è più rapido.

Sicurezza attiva integrata

Fotocellule, barriere e arresto d’emergenza fanno parte dell’impianto, non sono accessori opzionali.

Cosa sono le scaffalature su basi mobili

Le scaffalature su basi mobili sono normali portapallet o scaffalature leggere montate su carrelli motorizzati che scorrono su binari annegati nel pavimento. Il blocco resta chiuso, senza corsie, e si apre solo dove l’operatore deve intervenire: al comando, le file si spostano lateralmente e creano una corsia temporanea nel punto richiesto.

Il risultato è la combinazione che di solito non si può avere: densità da magazzino compatto e accesso diretto a ogni pallet. In un impianto tradizionale ogni due file di scaffalature serve una corsia permanente; qui la corsia è una sola per l’intero blocco, e tutto lo spazio risparmiato diventa stoccaggio.

Il contro è il tempo. Aprire una corsia richiede qualche decina di secondi, quindi il sistema dà il meglio dove i prelievi sono relativamente poco frequenti e lo spazio costa molto: celle frigorifere, archivi, magazzini ricambi, depositi in aree urbane dove ampliare non è un’opzione.

SCAFFALATURE PESANTI - SFONDO DESKTOP

Componenti e accessori

Ogni elemento della struttura ha una funzione precisa: conoscerli aiuta a leggere un preventivo e a capire dove non conviene risparmiare.

La base mobile

Il carrello in acciaio su cui poggia l’intera fila di scaffalature. Contiene le ruote, la trasmissione e il motore, ed è dimensionato sul peso complessivo della fila a pieno carico.

I binari

Guide annegate nel pavimento o annegate in un massetto di livellamento. La loro planarità è il requisito più critico dell’intero impianto: da essa dipende scorrevolezza e usura.

La motorizzazione

Motoriduttori che muovono le basi al comando. La velocità è volutamente contenuta: qualche decina di secondi per aprire la corsia richiesta.

Il sistema di comando

Pulsantiera a bordo fila o comando centralizzato, con apertura della sola corsia necessaria e funzione di aerazione periodica del blocco.

I dispositivi di sicurezza

Fotocellule in corsia, barriere perimetrali, arresto d’emergenza e blocco meccanico durante l’intervento. Impediscono la chiusura con una persona o un mezzo all’interno.

Le scaffalature vere e proprie

Sopra le basi si monta un portapallet standard, oppure scaffalature leggere per archivio e ricambi: il sistema mobile è indipendente dalla tipologia di stoccaggio.

Configurazioni disponibili

La stessa struttura può essere organizzata in modi molto diversi. La scelta dipende da quante referenze gestisci e da quanti pallet hai per ciascuna.

Basi mobili con portapallet

La configurazione più diffusa: le stesse spalle e gli stessi correnti di un impianto selettivo, montati su carrelli motorizzati.

Basi mobili per celle frigorifere

Componenti e lubrificazioni adatte alle basse temperature. È l’applicazione con il ritorno economico più rapido, per via dei consumi di refrigerazione.

Basi mobili per archivio e ricambi

Con scaffalature leggere al posto del portapallet: densità elevatissima per documenti, minuteria e ricambi a bassa rotazione.

Blocco misto

Una parte del magazzino su basi mobili per lo stock profondo, una parte fissa per le referenze a rotazione alta.

Specifiche tecniche

Guadagno di capacità
+60% – +80%
rispetto a un portapallet selettivo sulla stessa superficie
Portata per base
fino a 25.000 kg
peso complessivo della fila a pieno carico
Altezza struttura
fino a 10.000 mm
oltre, il baricentro in movimento richiede verifiche dedicate
Tempo di apertura corsia
20 – 45 secondi
da considerare nel calcolo dei tempi di prelievo
Planarità del pavimento
tolleranza molto stretta
spesso richiede un massetto di livellamento preliminare
Alimentazione
rete elettrica trifase
da prevedere in fase di progetto insieme ai binari
Riferimenti normativi
UNI EN 15512 · 15620 · 15635, Direttiva Macchine
la parte mobile è a tutti gli effetti una macchina

Perché scegliere il portapallet

Densità senza rinunciare alla selettività

È l’unico sistema che avvicina la capacità di un drive-in mantenendo l’accesso diretto a ogni singolo pallet.

Evita un ampliamento

Quando il magazzino è saturo ma l’edificio non si può allargare, è spesso l’alternativa che costa meno di trasferirsi.

Risparmio energetico nel freddo

Meno metri cubi refrigerati a parità di merce stoccata: sulle celle è la voce che ripaga l’investimento.

Merce protetta e ordinata

A blocco chiuso la merce è meno esposta a polvere, urti e accessi non autorizzati.

Galleria

Dall'idea alla struttura

Quattro passaggi, sempre gli stessi, dal primo sopralluogo alla consegna della documentazione.

Studio di fattibilità

Confrontiamo la capacità ottenibile con basi mobili e con una soluzione tradizionale, e mettiamo a confronto i due investimenti. Se i numeri non tornano, te lo diciamo.

Verifica del pavimento

Portata e soprattutto planarità della soletta. È il vincolo tecnico più stringente: in molti casi serve un massetto di livellamento prima della posa dei binari.

Posa binari e montaggio

Installazione delle guide, delle basi motorizzate e delle scaffalature, collegamenti elettrici e sistemi di sicurezza.

Collaudo e formazione

Prove di movimentazione, verifica di fotocellule e arresti d’emergenza, formazione degli operatori e consegna della documentazione.

Domande frequenti

Quanto spazio si guadagna davvero?

In un portapallet selettivo le corsie occupano più della metà della superficie. Eliminandone tutte tranne una, il guadagno di posti pallet si colloca in genere fra il 60 e l’80%, a seconda della profondità del blocco e del numero di file. Il valore esatto si ricava dal layout: è la prima cosa che calcoliamo in fase di studio.

È adatto a un magazzino con molti prelievi al giorno?

Meno di altre soluzioni. Ogni apertura di corsia richiede qualche decina di secondi, e con prelievi molto frequenti quel tempo si accumula. Il sistema dà il meglio dove la rotazione è medio-bassa e lo spazio costa molto: celle frigo, archivi, ricambi, depositi in area urbana.

Che pavimento serve?

Un pavimento portante e soprattutto molto piano. La planarità è il requisito critico dell’intero impianto: binari fuori livello significano attriti, usura e consumi anomali. In molti interventi si prevede un massetto di livellamento prima della posa, e questo va messo in preventivo fin dall’inizio.

Cosa succede se manca la corrente?

Le basi restano ferme nella posizione in cui si trovano. Gli impianti prevedono sistemi di sblocco e movimentazione manuale d’emergenza per raggiungere comunque la merce; la modalità dipende dalla dimensione del blocco e va definita in fase di progetto.

È sicuro per chi lavora in corsia?

Sì, a condizione che i dispositivi siano completi e mantenuti: fotocellule lungo la corsia aperta, barriere perimetrali, arresto d’emergenza e blocco durante l’intervento. La parte mobile è a tutti gli effetti una macchina e come tale va trattata, anche in termini di manutenzione periodica e formazione degli operatori.

Quanto costa rispetto a un portapallet normale?

L’investimento iniziale è sensibilmente più alto, perché comprende basi motorizzate, binari, impianto elettrico e sicurezze. Il confronto va fatto però con l’alternativa reale: ampliare il capannone o affittarne un altro. Quando il metro quadro costa molto, il ritorno arriva in tempi ragionevoli; quando lo spazio abbonda, non ha senso.

Vale la pena per il tuo magazzino?

Le basi mobili hanno un investimento iniziale più alto e un ritorno che dipende da quanto costa il tuo metro quadro. Mandaci superficie, altezza e numero di pallet: facciamo il confronto con una soluzione tradizionale e ti mostriamo i numeri.

Rescaff Commerciale
Viale Regione Siciliana 2306, Palermo
Via Danimarca 51, Palermo
091 405008 · [email protected]

Quando le basi mobili hanno senso

È la soluzione più costosa del catalogo e non è quasi mai la prima da valutare. Diventa però la risposta giusta in una situazione precisa: il magazzino è pieno, l’edificio non si può ampliare, e trasferirsi costerebbe molto più che riorganizzarsi. In quel momento la domanda non è più «quanto costa un impianto su basi mobili» ma «quanto costa l’alternativa».

Il confronto onesto va fatto con tre scenari. Ampliare il capannone, con i suoi tempi e le sue autorizzazioni. Affittare un secondo deposito, con il costo ricorrente e la duplicazione dei flussi. Oppure comprimere ciò che si ha. Se il metro quadro nella tua zona costa poco e c’è terreno disponibile, le basi mobili raramente vincono. Se sei in area urbana o dentro una cella frigorifera, spesso vincono con margine.

Il caso del freddo

Nelle celle refrigerate il ragionamento cambia natura, perché lo spazio non ha solo un costo di costruzione ma un costo di esercizio che si ripete ogni giorno dell’anno. Ogni metro cubo raffreddato consuma energia indipendentemente da quanta merce contenga. Comprimere lo stesso stock in un volume sensibilmente minore incide direttamente sui consumi, e questo rende il ritorno dell’investimento molto più rapido che in un magazzino a temperatura ambiente.

Il pavimento è il vero vincolo

Nella maggior parte dei progetti che non vanno in porto, il motivo non è il costo dell’impianto ma lo stato della soletta. Le basi mobili scorrono su binari e richiedono una planarità che i pavimenti industriali esistenti spesso non hanno. Livellare significa un massetto aggiuntivo, con il suo costo e con il magazzino fermo in quell’area durante la posa.

Per questo il sopralluogo tecnico su un impianto di questo tipo è più approfondito del solito: si misura la planarità prima di parlare di layout, non dopo. Scoprirlo a preventivo firmato è il modo peggiore di affrontarlo.

Manutenzione e sicurezza nel tempo

La parte mobile è una macchina: ha motori, trasmissioni, sensori e dispositivi di sicurezza che vanno verificati con regolarità. Alle ispezioni previste per le scaffalature dalla UNI EN 15635 si aggiunge quindi la manutenzione dell’impianto elettromeccanico. È un impegno modesto, ma va messo in conto fin dall’inizio insieme al costo di esercizio.

Basi mobili in Sicilia

Rescaff segue progetti di questo tipo in tutta la Sicilia, dallo studio di fattibilità al collaudo. La prima cosa che facciamo non è un preventivo ma un confronto numerico fra le alternative: se le basi mobili non sono la scelta giusta per il tuo magazzino, è più utile saperlo subito.

Per iniziare ci servono superficie, altezza utile, numero di pallet da stoccare e temperatura di esercizio. Il sopralluogo nell’area di Palermo è gratuito.

Non stavi lasciando il carrello così, vero?

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