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Massima densità di stoccaggio

Scaffalature drive-in e drive-through

Il carrello entra dentro la struttura e deposita i pallet in profondità. Fino al 60% di superficie in più sfruttata, per magazzini con poche referenze e grandi volumi.

Caratteristiche e vantaggi

Fino al 60% di superficie in più

Spariscono quasi tutte le corsie di servizio: resta solo lo spazio di manovra in testata.

LIFO o FIFO, secondo il progetto

Il drive-in carica e scarica dallo stesso lato, il drive-through è passante e garantisce la rotazione.

La scelta naturale per il freddo

In una cella refrigerata ogni metro cubo ha un costo di esercizio: qui la densità vale più che altrove.

Progetto e targa di portata inclusi

Calcolo strutturale conforme alla UNI EN 15512 e schema di carico autorizzato in ogni fornitura.

Cos'è una scaffalatura drive-in

La scaffalatura drive-in è una struttura compatta pensata per un solo obiettivo: mettere il maggior numero possibile di pallet nel minor spazio possibile. A differenza del portapallet selettivo, qui le corsie di servizio spariscono quasi del tutto. Il carrello entra fisicamente dentro il blocco, guidato da rotaie a terra, e deposita le unità di carico su due guide laterali continue che corrono in profondità.

Il prezzo di questa densità è la selettività. In un blocco drive-in i pallet si caricano e si prelevano dallo stesso lato, quindi l’ultimo entrato è il primo a uscire: logica LIFO. Nel drive-through, che è passante e ha un ingresso su ciascun lato, il flusso diventa FIFO e il primo pallet entrato è il primo prelevato — indispensabile dove ci sono scadenze o lotti da rispettare.

È la soluzione giusta quando poche referenze occupano molti pallet ciascuna: alimentare, bevande, materiali da costruzione, celle frigorifere. Diventa sbagliata quando le referenze sono tante e ognuna occupa due o tre pallet, perché ogni corsia va dedicata a un solo prodotto e il magazzino si riempie di spazi vuoti non utilizzabili.

Scaffalature portapallet drive-in - 0

Componenti e accessori

Ogni elemento della struttura ha una funzione precisa: conoscerli aiuta a leggere un preventivo e a capire dove non conviene risparmiare.

Il montante di corsia

Profilo rinforzato che regge sia il carico verticale sia gli urti laterali del carrello in ingresso. Nel drive-in è l’elemento più sollecitato dell’intera struttura.

Le guide porta-pallet

Due profili continui a L che corrono in profondità e sui quali il pallet appoggia per i lati lunghi. La loro planarità determina la scorrevolezza del deposito.

Le mensole di supporto

Collegano le guide ai montanti e scaricano il peso sulla spalla. Il passo delle mensole va calcolato sul peso reale del pallet, non su un valore medio.

Le guide a terra

Rotaie che centrano il carrello in corsia e gli impediscono di toccare i montanti. Sono la protezione più efficace che esista in una struttura drive-in.

Paracolpi e protezioni di testata

Elementi in acciaio sulle spalle di ingresso, dove si concentra la quasi totalità dei danni da urto.

Segnaletica di corsia

Identificazione della referenza per corsia e targa di portata con lo schema di carico autorizzato: in una struttura LIFO l’ordine di riempimento è parte della sicurezza.

Configurazioni disponibili

La stessa struttura può essere organizzata in modi molto diversi. La scelta dipende da quante referenze gestisci e da quanti pallet hai per ciascuna.

Drive-in (LIFO)

Ingresso su un solo lato. È la configurazione più densa in assoluto: si usa quando il prodotto è omogeneo e la rotazione non deve seguire un ordine preciso.

Drive-through (FIFO)

Blocco passante con carico da un lato e prelievo dall’altro. Costa qualche posto pallet in più ma garantisce la rotazione: obbligatorio con prodotti a scadenza.

Drive-in per celle refrigerate

Finiture e tolleranze pensate per il freddo, con guide a terra e protezioni rinforzate. Riduce il volume da refrigerare a parità di merce stoccata.

Blocco compatto + portapallet selettivo

La soluzione più frequente nei magazzini reali: drive-in per lo stock, portapallet per il picking e le referenze minori.

Specifiche tecniche

Profondità di corsia
da 2 a 12 pallet
oltre gli 8 aumentano i tempi di manovra e il rischio di urti
Altezza struttura
fino a 12.000 mm
vincolata dall’altezza di sollevamento del carrello
Portata per pallet
fino a 1.500 kg
definita dal passo delle mensole e dalla sezione delle guide
Larghezza di corsia
pallet + 150 mm circa
gioco minimo per l’ingresso del carrello a forche
Sfruttamento della superficie
70 – 85%
contro il 35 – 45% di un portapallet selettivo
Carrello consigliato
frontale o retrattile con montante rigido
necessaria buona visibilità in corsia
Riferimenti normativi
UNI EN 15512 · 15620 · 15635
progettazione, tolleranze di montaggio, esercizio e ispezioni

Perché scegliere il portapallet

Il costo per posto pallet più basso

A parità di merce stoccata serve meno superficie, meno struttura e meno edificio. Su grandi volumi la differenza rispetto al selettivo è netta.

Meno metri cubi da climatizzare

Nei magazzini refrigerati la densità si traduce direttamente in bolletta: è spesso questa la voce che ripaga l’investimento.

Struttura semplice e robusta

Pochi componenti, nessun meccanismo mobile, manutenzione ridotta al controllo periodico di guide e ancoraggi.

Si integra con il selettivo

Stesso fornitore, stessa finitura, stessa documentazione: la parte compatta e quella selettiva convivono in un unico progetto.

Galleria

Dall'idea alla struttura

Quattro passaggi, sempre gli stessi, dal primo sopralluogo alla consegna della documentazione.

Analisi delle referenze

Prima ancora del sopralluogo guardiamo i numeri: quante referenze, quanti pallet ciascuna, che rotazione. È qui che si decide se il drive-in ha senso.

Rilievo e progetto

Misure dell’edificio, portata della soletta, carrelli disponibili. Poi il layout con il numero di corsie e la profondità ottimale, calcolo strutturale incluso.

Fornitura e montaggio

Produzione, consegna e montaggio con squadre nostre, comprese le guide a terra e le protezioni di testata.

Collaudo e formazione

Verifica di ancoraggi e planarità, targhe di portata, e una sessione con i carrellisti sull’ordine corretto di riempimento delle corsie.

Domande frequenti

Qual è la differenza fra drive-in e drive-through?

Il drive-in ha un solo lato di accesso: si carica e si preleva dalla stessa testata, quindi l’ultimo pallet entrato è il primo a uscire (LIFO). Il drive-through è passante, con carico da un lato e prelievo dall’altro, e rispetta l’ordine di ingresso (FIFO). Il secondo costa qualche posto pallet in più ma è obbligato dove ci sono scadenze.

Quando conviene rispetto al portapallet selettivo?

La regola pratica è il rapporto fra referenze e pallet per referenza. Se una referenza occupa almeno cinque o sei pallet, il drive-in guadagna spazio. Se ne occupa due, ogni corsia resta mezza vuota e il vantaggio sparisce. Nella maggior parte dei magazzini la risposta migliore è mista: compatto per lo stock, selettivo per il picking.

Quanti pallet in profondità posso fare?

Tecnicamente si arriva a dodici, ma oltre gli otto i tempi di manovra crescono e con essi il rischio di urti ai montanti. Nella pratica le configurazioni più efficienti stanno fra quattro e otto pallet di profondità.

Serve un carrello particolare?

Non un modello speciale, ma un carrello con montante rigido, buona visibilità e un operatore formato. Le guide a terra riducono moltissimo gli errori di manovra e sono l’accessorio che consigliamo sempre di non togliere dal preventivo.

È adatto a una cella frigorifera?

È la sua applicazione ideale. Refrigerare costa per metro cubo, quindi comprimere la stessa merce in meno volume incide direttamente sui consumi. Usiamo finiture e tolleranze specifiche per il freddo.

Posso convertire un portapallet esistente in drive-in?

Raramente conviene: montanti, mensole e guide sono componenti diversi e i carichi si distribuiscono in un altro modo. Si recupera qualcosa solo se le spalle sono compatibili e certificate. Va valutato caso per caso con la documentazione della struttura esistente alla mano.

Quanti pallet ci stanno davvero nel tuo magazzino?

Con drive-in e drive-through la differenza fra una configurazione e l’altra vale centinaia di posti pallet. Mandaci superficie, altezza utile e numero di referenze: ti rispondiamo con due ipotesi a confronto e i rispettivi costi.

Rescaff Commerciale
Viale Regione Siciliana 2306, Palermo
Via Danimarca 51, Palermo
091 405008 · [email protected]

Drive-in o drive-through: come si decide

La scelta fra le due configurazioni non è una questione di preferenza ma di prodotto. Se il magazzino stocca materiale che non scade e che non richiede tracciabilità di lotto — profilati, laterizi, imballaggi, materie plastiche — il drive-in dà la densità massima e nessuno si accorge della logica LIFO. Se invece si tratta di alimentare, farmaceutico, chimico o di qualsiasi merce con una data, la rotazione FIFO non è negoziabile e serve il drive-through, oppure una struttura dinamica a gravità.

C’è anche una via di mezzo che nella pratica funziona spesso: un blocco drive-in dedicato a ciascuna referenza, riempito e svuotato completamente prima di passare al lotto successivo. In questo modo la logica LIFO opera dentro un lotto omogeneo e diventa irrilevante.

Il vero costo nascosto: gli urti

In una struttura drive-in il carrello lavora dentro la scaffalatura, a pochi centimetri dai montanti, spesso in retromarcia e con visibilità ridotta. È statisticamente la tipologia che subisce più danni da impatto. Un montante deformato può perdere una quota molto significativa della portata dichiarata, e in una struttura compatta il cedimento di una spalla coinvolge l’intera corsia.

Le contromisure sono note e costano poco rispetto al danno che evitano: guide a terra su tutte le corsie, paracolpi sulle spalle di testata, protezioni angolari, illuminazione adeguata in corsia e un piano di ispezione secondo la UNI EN 15635. Quando ci chiedono dove si può risparmiare in un preventivo drive-in, la risposta è: non qui.

Portata della soletta e ancoraggi

Concentrare più merce sulla stessa superficie significa concentrare più carico sul pavimento. Un blocco compatto scarica sulla soletta pressioni molto superiori a quelle di un portapallet selettivo, e in edifici non nati come magazzini questo è spesso il vincolo che determina l’altezza massima realizzabile. Per questo il sopralluogo comprende sempre la verifica della soletta: è un controllo che evita di progettare una struttura che il pavimento non può reggere.

Drive-in in Sicilia: consegna e montaggio

Rescaff progetta, fornisce e monta strutture compatte in tutta la Sicilia, con squadre proprie. Per i magazzini dell’area di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta il sopralluogo è gratuito. Lavoriamo anche a magazzino operativo, procedendo per blocchi, quando l’attività non può fermarsi.

Se stai valutando un impianto compatto, le due informazioni che ci servono per una prima risposta sono il numero di referenze e quanti pallet occupa mediamente ciascuna. Con quelle possiamo già dirti se il drive-in è la strada giusta o se conviene guardare altrove.

Non stavi lasciando il carrello così, vero?

Non stavi lasciando il carrello così, vero?

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