Caratteristiche e vantaggi
La scaffalatura cantilever è fatta di colonne verticali dalle quali sporgono bracci a sbalzo, liberi su un lato. Fra una colonna e l’altra non c’è nulla: nessun montante frontale, nessun corrente che attraversi la campata. È esattamente questa assenza che la rende l’unica soluzione sensata per il materiale lungo.
Tubi, barre, profilati metallici, travi in legno, pannelli, lastre, infissi, cartongesso: sono carichi che in un portapallet dovrebbero essere spezzati o appoggiati di traverso, con spreco di spazio e rischio di deformazione. Sul cantilever appoggiano invece per tutta la loro lunghezza su più bracci consecutivi, e il carrello li preleva frontalmente senza ostacoli.
La struttura si dimensiona su tre numeri: la lunghezza del materiale, che determina quante colonne servono; il peso al metro lineare, che determina la portata di ciascun braccio; e la profondità del carico, che determina la lunghezza del braccio e quindi il momento flettente sulla colonna. Il resto — altezza, passo dei livelli, monofronte o bifronte — discende da questi tre.

Ogni elemento della struttura ha una funzione precisa: conoscerli aiuta a leggere un preventivo e a capire dove non conviene risparmiare.
La stessa struttura può essere organizzata in modi molto diversi. La scelta dipende da quante referenze gestisci e da quanti pallet hai per ciascuna.
Quattro passaggi, sempre gli stessi, dal primo sopralluogo alla consegna della documentazione.
Rescaff Commerciale
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Le categorie sono sempre le stesse: rivenditori di materiali edili, commercio di ferro e acciaio, falegnamerie e rivenditori di legname, produttori di serramenti, distributori di tubi e guaine, carpenterie. Hanno tutti lo stesso problema — merce che è lunga molto più di quanto sia larga — e nessuna scaffalatura tradizionale lo risolve senza tagliare il materiale o sprecare spazio.
Il segnale che serve un cantilever è facile da riconoscere: se in magazzino ci sono cataste a terra, barre appoggiate ai muri o pacchi che vanno spostati per arrivare a quello sotto, la superficie si sta usando male e ogni prelievo costa più tempo di quanto dovrebbe.
La differenza tecnica fra un cantilever e qualunque altra scaffalatura sta tutta in un punto: il carico non è appoggiato fra due montanti, ma sospeso su un braccio vincolato da un solo lato. Questo genera una forza che tende a piegare la colonna, e quella forza cresce con la distanza del carico dalla colonna, non solo con il suo peso.
La conseguenza pratica è controintuitiva: allungare il braccio di venti centimetri può incidere sulla portata più che aggiungere cento chili al carico. È il motivo per cui non ha senso chiedere «quanto porta un cantilever» senza specificare lo sbraccio, e per cui i bracci non vanno mai allungati o sostituiti con pezzi di un’altra serie.
Carichi appoggiati su un solo braccio invece che su tre o quattro consecutivi, con flessione del materiale e sovraccarico locale. Bracci senza fermo di estremità sotto tubi e barre, che al primo prelievo scivolano in avanti. Basi non ancorate, sulla convinzione che il peso basti a tenere ferma la struttura. Bracci spostati in altezza senza aggiornare la targa. Nessuno di questi errori dà problemi il primo giorno: si manifestano dopo mesi, e nel modo peggiore.
Rescaff progetta, fornisce e monta scaffalature cantilever in tutta la Sicilia, per interno e per esterno, con squadre proprie e documentazione completa. Per l’area di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta il sopralluogo è gratuito.
Per una prima valutazione ci bastano tre informazioni: che materiale stocchi, quanto è lungo e quanto pesa al metro. Con quelle possiamo già dirti quante colonne servono e con quale portata.
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