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Per carichi lunghi e ingombranti

Scaffalature cantilever

Bracci a sbalzo senza montanti frontali: tubi, profilati, legname, pannelli e infissi si caricano e si prelevano senza ostacoli. Portate fino a 2.000 kg per braccio.

Caratteristiche e vantaggi

Nessun montante davanti al carico

Il carrello accede frontalmente su tutta la lunghezza della campata, senza ostacoli fra una colonna e l’altra.

Bracci regolabili in altezza

Il passo di regolazione segue le misure reali del tuo materiale, non un modulo fisso da catalogo.

Monofronte o bifronte

Contro parete o al centro del capannone, con la stessa colonna e un solo ancoraggio.

Anche all’aperto

Con zincatura a caldo e copertura a falda, per i depositi di materiali edili e i piazzali.

Cos'è una scaffalatura cantilever

La scaffalatura cantilever è fatta di colonne verticali dalle quali sporgono bracci a sbalzo, liberi su un lato. Fra una colonna e l’altra non c’è nulla: nessun montante frontale, nessun corrente che attraversi la campata. È esattamente questa assenza che la rende l’unica soluzione sensata per il materiale lungo.

Tubi, barre, profilati metallici, travi in legno, pannelli, lastre, infissi, cartongesso: sono carichi che in un portapallet dovrebbero essere spezzati o appoggiati di traverso, con spreco di spazio e rischio di deformazione. Sul cantilever appoggiano invece per tutta la loro lunghezza su più bracci consecutivi, e il carrello li preleva frontalmente senza ostacoli.

La struttura si dimensiona su tre numeri: la lunghezza del materiale, che determina quante colonne servono; il peso al metro lineare, che determina la portata di ciascun braccio; e la profondità del carico, che determina la lunghezza del braccio e quindi il momento flettente sulla colonna. Il resto — altezza, passo dei livelli, monofronte o bifronte — discende da questi tre.

Cantilever Modulblock

Componenti e accessori

Ogni elemento della struttura ha una funzione precisa: conoscerli aiuta a leggere un preventivo e a capire dove non conviene risparmiare.

La colonna

Profilo verticale, a sezione aperta o chiusa, forato per l’aggancio dei bracci. È l’elemento che assorbe il momento flettente generato dal carico a sbalzo: la sua sezione cresce con la profondità del braccio, non solo con il peso.

Il braccio

Trave a sbalzo agganciata alla colonna e bloccata da una spina o da un bullone. Può essere orizzontale o leggermente inclinato verso l’alto, per trattenere il materiale che tende a scivolare.

La base

Il piede che contrasta il ribaltamento e distribuisce il carico sul pavimento. Nel monofronte è asimmetrica e sporge dal lato dei bracci; nel bifronte è simmetrica e più corta.

Controventi e distanziali

Collegano le colonne fra loro e rendono la fila un unico corpo rigido. Su strutture alte sono ciò che determina la stabilità longitudinale.

Il fermo di estremità

Un ritegno all’estremità del braccio che impedisce al materiale di scivolare in avanti durante il prelievo. Su carichi cilindrici come tubi e bobine non è un optional.

La targa di portata

Riporta la portata per braccio e per colonna e la configurazione autorizzata dei livelli. Va aggiornata ogni volta che si sposta un braccio.

Configurazioni disponibili

La stessa struttura può essere organizzata in modi molto diversi. La scelta dipende da quante referenze gestisci e da quanti pallet hai per ciascuna.

Monofronte

Bracci su un solo lato, struttura addossata alla parete. Sfrutta i perimetri del capannone senza rubare spazio alle corsie centrali.

Bifronte

Bracci su entrambi i lati della stessa colonna. Raddoppia la capacità a parità di ancoraggi ed è la scelta naturale per le file centrali.

Cantilever pesante

Colonne e bracci maggiorati per barre metalliche, coils e travi. Si arriva a portate importanti per braccio, con calcolo strutturale dedicato.

Con copertura per esterno

Zincatura a caldo e tettoia a falda: il materiale resta protetto e il piazzale diventa superficie di stoccaggio utile.

Specifiche tecniche

Altezza colonna
da 2.000 a 8.000 mm
oltre i 6 m servono controventature dedicate
Lunghezza braccio
da 400 a 1.500 mm
più è lungo, più cresce il momento sulla colonna
Portata per braccio
da 150 a 2.000 kg
dipende da sezione del braccio e sbraccio
Passo fra le colonne
800 – 1.500 mm
definito dalla flessione ammissibile del materiale stoccato
Regolazione dei bracci
ogni 75 o 100 mm
riposizionabili in qualsiasi momento
Finitura
verniciatura a polvere o zincatura a caldo
zincatura obbligatoria per l’esterno
Riferimenti normativi
UNI EN 15512 · 15620 · 15635
progettazione, tolleranze di montaggio, esercizio e ispezioni

Perché scegliere il portapallet

Il materiale lungo smette di essere un problema

Niente cataste a terra, niente barre appoggiate al muro: ogni lunghezza ha il suo livello e si preleva senza spostare il resto.

Si riconfigura in mezza giornata

I bracci si spostano in altezza con una chiave. Se cambia il materiale, cambia il passo dei livelli e non la struttura.

Recupera i perimetri e i piazzali

Monofronte contro parete o bifronte in esterno: sono superfici che nella maggior parte dei depositi non producono nulla.

Prelievo più rapido e più sicuro

L’accesso frontale libero riduce le manovre e il contatto fra carrello e struttura, che è la prima causa di danni al magazzino.

Galleria

Dall'idea alla struttura

Quattro passaggi, sempre gli stessi, dal primo sopralluogo alla consegna della documentazione.

Misure del materiale

Lunghezza, sezione, peso al metro e flessibilità di ciò che devi stoccare. Sono i dati che determinano il passo fra le colonne e la portata dei bracci.

Rilievo e progetto

Spazio disponibile, portata della soletta, mezzo di movimentazione. Poi il layout con il numero di colonne, i livelli e il calcolo strutturale.

Fornitura e montaggio

Produzione, consegna e montaggio con squadre nostre, ancoraggi e controventature comprese. In esterno, anche la copertura.

Collaudo e documentazione

Verifica di verticalità e ancoraggi, targhe di portata per braccio e per colonna, consegna della relazione di calcolo.

Domande frequenti

Quanto costa una scaffalatura cantilever?

Si calcola per metro lineare di stoccaggio e dipende soprattutto dalla portata richiesta e dallo sbraccio. Una struttura leggera per legname o infissi ha un costo molto diverso da una pesante per barre metalliche. Il dato che sposta di più il preventivo è il peso al metro lineare: è la prima cosa che ci serve sapere.

Monofronte o bifronte: come scelgo?

Se la struttura va contro una parete, monofronte. Se sta al centro del capannone con corsie su entrambi i lati, bifronte: raddoppia la capacità usando la stessa colonna e gli stessi ancoraggi, quindi ha un costo per metro lineare più basso.

Quanto devono essere distanti le colonne?

Dipende da quanto flette il materiale. Barre metalliche rigide tollerano passi ampi; pannelli, guaine o profili sottili hanno bisogno di appoggi più ravvicinati per non deformarsi. In genere si sta fra 800 e 1.500 mm, ma il valore corretto si ricava dalle caratteristiche del prodotto.

Si può installare all’aperto?

Sì, con zincatura a caldo ed eventualmente una copertura a falda. È una configurazione molto usata dai rivenditori di materiali edili, perché trasforma il piazzale in superficie di stoccaggio ordinata e coperta.

I bracci si possono spostare dopo il montaggio?

Sì, è uno dei suoi vantaggi principali: la regolazione in altezza è prevista dal progetto. L’unica accortezza è aggiornare la targa di portata, perché la configurazione dei livelli fa parte di ciò che il calcolo strutturale ha autorizzato.

Serve ancorare al pavimento?

Sempre. Il cantilever lavora a sbalzo e la base contrasta il ribaltamento solo se è vincolata alla soletta. È anche il motivo per cui il sopralluogo comprende la verifica della portata del pavimento e dello spessore utile per i tasselli.

Che materiale devi stoccare, e quanto è lungo?

Nel cantilever tutto parte dalla lunghezza e dal peso dell’unità di carico. Scrivici le misure del materiale e lo spazio che hai: ti mandiamo il layout con il numero di colonne, la portata per braccio e il preventivo.

Rescaff Commerciale
Viale Regione Siciliana 2306, Palermo
Via Danimarca 51, Palermo
091 405008 · [email protected]

Chi usa il cantilever, e perché

Le categorie sono sempre le stesse: rivenditori di materiali edili, commercio di ferro e acciaio, falegnamerie e rivenditori di legname, produttori di serramenti, distributori di tubi e guaine, carpenterie. Hanno tutti lo stesso problema — merce che è lunga molto più di quanto sia larga — e nessuna scaffalatura tradizionale lo risolve senza tagliare il materiale o sprecare spazio.

Il segnale che serve un cantilever è facile da riconoscere: se in magazzino ci sono cataste a terra, barre appoggiate ai muri o pacchi che vanno spostati per arrivare a quello sotto, la superficie si sta usando male e ogni prelievo costa più tempo di quanto dovrebbe.

Il momento flettente, spiegato semplice

La differenza tecnica fra un cantilever e qualunque altra scaffalatura sta tutta in un punto: il carico non è appoggiato fra due montanti, ma sospeso su un braccio vincolato da un solo lato. Questo genera una forza che tende a piegare la colonna, e quella forza cresce con la distanza del carico dalla colonna, non solo con il suo peso.

La conseguenza pratica è controintuitiva: allungare il braccio di venti centimetri può incidere sulla portata più che aggiungere cento chili al carico. È il motivo per cui non ha senso chiedere «quanto porta un cantilever» senza specificare lo sbraccio, e per cui i bracci non vanno mai allungati o sostituiti con pezzi di un’altra serie.

Errori che vediamo spesso

Carichi appoggiati su un solo braccio invece che su tre o quattro consecutivi, con flessione del materiale e sovraccarico locale. Bracci senza fermo di estremità sotto tubi e barre, che al primo prelievo scivolano in avanti. Basi non ancorate, sulla convinzione che il peso basti a tenere ferma la struttura. Bracci spostati in altezza senza aggiornare la targa. Nessuno di questi errori dà problemi il primo giorno: si manifestano dopo mesi, e nel modo peggiore.

Cantilever a Palermo e in Sicilia

Rescaff progetta, fornisce e monta scaffalature cantilever in tutta la Sicilia, per interno e per esterno, con squadre proprie e documentazione completa. Per l’area di Palermo, Trapani, Agrigento e Caltanissetta il sopralluogo è gratuito.

Per una prima valutazione ci bastano tre informazioni: che materiale stocchi, quanto è lungo e quanto pesa al metro. Con quelle possiamo già dirti quante colonne servono e con quale portata.

Non stavi lasciando il carrello così, vero?

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